| Morgan, il falso maledetto |
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| Contributo - di Enzo Carrubba |
| Giovedì 04 Febbraio 2010 14:13 |
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Conosciamo tutti l'artista cantante Marco Castoldi, in arte Morgan, e grande protagonista della trasmissione a carattere musicale "X Factor". Dopo un'intervista shock sul suo rapporto con la cocaina è stato escluso dal Festival di Sanremo . A pochi giorni dall'inizio del Festival più atteso dell'anno, il fatto "Morgan" ha scatenato un effetto mediatico non indifferente che ha costretto tutti e dire la propria. Politici, non politici, giovani e meno giovani si sono trovati nolenti e volenti ad esprimere un commento o una propria considerazione sull'argomento. Precisiamo che il nocciolo dei fatti che ha determinato l'espulsione del cantante dal Festival di Sanremo è stato il seguente: Morgan non ha detto solo che si droga. Ha detto che la droga fa bene. Ne ha esaltato le proprietà terapeutiche. Ecco le sue parole testuali: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. La uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene». L'argomento droga è sempre stato molto dibattuto su tutti i fronti, ma non si è mai riusciti a sentire una coscienza civica comune capace di far fronte alle gravi problematiche sociali che l'uso di droga determina. I due grandi temi del proibizionismo imposto per legge e della legalizzazione dell'uso degli stupifacenti continuano a dividere il Paese. Non credo che questi due fronti troveranno mai una dimensione dialettica che sappia favorire una soluzione e chiudere il tunnel della droga per i tanti malcapitati. Non me la sento di condannare chi fa uso di droga. Magari comincia a drogarsi per gioco, poi per abitudine, poi entra nel tunnel della morte e, anche se vuole, non sa o non può come uscirne. A secondo come analizziamo il fenomeno droga ci porta a conclusioni non univoche. la colpa è di chi spaccia, di chi si droga, di chi ala produce, delle forze dell'ordine che non riescono a bloccarne il traffico, della politica internazionale che non legifera e non dispone meglio? Più ne parliamo più ci sentiamo impotenti... insicuri. Mi pongo una domanda: Noi, società civile impegnata, come riusciamo effettivamente a fermare tutto questo? Molte volte la lotta del bene sul male ci appare impari e siamo facile ad arrenderci e a nasconderci dietro facili e fantomatici motivi. Non possiamo, comunque, negare che grazie ai numerosi mezzi di comunicazione c'è modo di notare che non ci sono soltanto vittime di solitudine, di violenza e di droga, ma ci sono anche tanti eroi, tanti emeriti sconosciuti che militano tra le forze dell'ordine e della società civile che aiutano tanti uomini e donne a riscoprire il coraggio di ricominciare a vivere la vita, di riscoprire nella vita di ogni giorno la vera Vita. La vita non è in uno spinello! La vita non è una pillola di estasi ... Il segreto della VERA VITA non è riposto in siringa di droga! Sull'argomento droga potremo parlare per ore e ore. Potremo scrivere tantissimo, ma a che varrebbe? Leggendo vari articoli sui giornali web di questi giorni, mi sono particolarmente soffermato sul commento pubblicato da Repubblica a firma di Francesco Merlo e ho fatto una riflessione a voce alta: L'italia è diventato il paese europeo a più alto consumo di droga. Oggi, Morgan, per quello che ha dichiarato sta facendo parlare molto di sè e dell'uso degli stupifacenti nel mondo giovanile e dello spettacolo. E questo è sicuramento un fatto molto importante! Io credo semplicemente che il problema di Morgan è la sua riccezza economica. L'avere tutto e il volere tutto lo ha portato a volere sempre di più, a tal punto che ogni cosa, e fors'anche ogni persona amica e cara che ha non erano più bastevoli per soddisfare il suo bisogno di avere... di Essere. La droga lo aiuta a risollevarsi dalla droga? Ma la sua depressione nasce da cosa? Forse da un modo proprio sbagliato di gestire la libertà. Lo so sto giudicando questa persona con molto cinismo, ma Morgan sta bene! Sta bene perchè ha scelto questo modo di vivere bene! Ogni tanto si ricorda che ha una figlia e una compagna che, per motivi di lavoro, stanno lontano e magari si sente solo... si sente di avere tanto, ma tanto tanto vuoto che non riesce più a colmare con le cose. Se le cose non stanno così forse è stato lui stesso creatore di questo caso mediatico che lo ha portato a uscire dal festival di Sanremo. E chi non ci dice che per questo effetto mediatico Morgan venderà più dischi di tutti i partecipanti di Sanremo messi assieme? Lasciamo perdere Morgan! Mi chiedo, che effetto sta facendo il caso di Morgan sui più giovani? Quale effetto sul cammino di crescita dei tanti giovani che non vivono in un contesto agioso come quello di Morgan? Quei giovani che oggi sono più che mai soli, individualisti, confusi, alla ricerca di una propria identità dinanzi ad una società arrivata e che dichiaratamente non è più bisognosa di valori forti come il rispetto per la vita, per la dignità dell'uomo? Una società che corre continuamente per apparire piuttosto per ESSERE? Quei giovani che cominciano a bere da giovanissimi perchè così sanno manifestare la sofferenza che vivono, le violenze che subiscono all'interno delle proprie fiamiglie? Quei giovani che da giovanissimi cominciano a fumare per apparire, per ostentare una sicurezza che non hanno? L'effetto è vario: indifferenza, approvazione, "fatti suoi", "è un bravo artista", "speriamo che lo riammettano". Penso anche che molti giovani non si pongono nemmeno il problema di quello che è successo, non ne avvertono manco la gravità! Credo che sia utile portarli a discutere, ad approfondire con loro questo argomento e scoprire meglio i tanti lati oscuri. Dopo un primo approccio al fenomeno droga ci fa rendere conto che le cose sono piuttosto complesse. Il percorso di crescita e di educazione dei ragazzi, infatti, richiede uno sforzo veramente autentico dei genitori, degli educatori e degli operatori sociali interessati. Il ruolo della politica e delle istituzioni non va trascurato. Anzi, è fondamentale! Nessuno a una soluzione pronta ed efficate per intervenire. Nessuno è taumaturgo! ma lo sforzo a fare sinergia in questo vale proprio la pena di di farlo. In un contesto piccolo come Joppolo alcuni problemi cominciano ad affiorare e nonostante i tanti sforzi di ogni attore sociale credo che ci sia bisogno di un tavolo concertativo più motivato e più garantito dall'istituzione. Parlare di droga, dell'uso dello spinello e degli stupifacenti non è più un tabù! Anzi! Forse il problema è un altro: noi adulti siamo impreparati ad affrontare le conclusioni di una discussione sul tema. a trovare le giuste soluzioni per prevenire. ci nascondiamo dietro un "farismo" che ci crea l'alibi con la nostra coscienza. E' tempo di prendere le situazioni di petto e di agire con prudenza e con forza! La serena convivenza sociale passa anche e soprattutto attraverso una comunione di intendi e di impegni sociali improntate ai sani valori della tradizione. di FRANCESCO MERLO tratto dal sito di Repubblica 4/02/2009 Chi gioca più pericolosamente con la droga: Morgan o i direttori della Rai? Per capire Morgan non era necessario leggere la sua intervista a "Max", si vede subito che è tutto un crack. Ma senza quell'intervista non avremmo capito che genere di "droga" sta spacciando la Rai di Mauro Masi e di Mauro Mazza. E cominciamo con Morgan.
Fosse davvero un artista maledetto e non un simpatico e debole arruffato, Morgan sarebbe sprezzantemente fiero di essere stato escluso da Sanremo e non andrebbe stasera nel morbosetto educandato di "Porta a Porta" a spiegare che la sua trasgressione era per bene, e che lui, poverino, è un diavolo sì, ma buono come un angelo. Un "maledetto" non si mette a balbettare e a smentire se stesso perché Masi e Mazza esigono "il ravvedimento" per riammetterlo al sacramento del festival più insulso e bacchettone del mondo, o perché la ministra della Gioventù, la signorina Meloni, minaccia di espellerlo dalla... Gioventù se non si pente, se non lancia appelli, se non "si riscatta" pronunziando "parole sagge". Immaginatevi le reazioni di Lou Reed, quello di Heroin, storia di un buco, o di Jim Morrison o di Mick Jagger... E come avrebbe risposto Vasco Rossi, al tempo in cui faceva uso di droghe, se Bruno Vespa avesse deciso di esorcizzarlo con la sua acqua benedetta e se Masi avesse detto a lui quel che ha detto a Morgan: "Sono aperto al perdono". Così siamo ridotti: in Italia, anche satanasso è pronto a mascherarsi da Luciano Tajoli pur di cantare "Al di là" a Sanremo. Dunque stasera Vespa ci metterà la sua buona parola, Morgan confermerà di avere iniziato la disintossicazione, Gelmini ripeterà di essere pronta ad accogliere il traviato, Masi lo perdonerà come Berlusconi ha perdonato Tartaglia. E il bravo Morgan canterà a Sanremo perché anche lui tiene famiglia e perché è vero che "la musica è la parte migliore di me". E si sprecheranno le stupidaggini dell'aneddotica scolastica: Canossa, il pane di Frà Cristoforo, il pentimento, Buscetta... OAS_RICH('Middle');
Con questo siparietto di Masi - Mazza-Vespa sulla pelle di Morgan in Italia diventa farsa penosa anche la maledizione come risorsa, come ricchezza, come pozzo profondo dell'arte e della creatività del Novecento. E chissà che non sia un bene. Chissà che finalmente non si capisca che il solo vero scandalo artistico e creativo che Sanremo ci può ancora offrire è... il silenzio. E però le debolezze di Morgan non sono roba da prendere troppo in giro. Il panico, la depressione e il dolore sono sentimenti privati che mai dovrebbero essere profanati nei "Porta a Porta" perché sono il nodo grosso della vita. Ognuno di noi è padrone di se stesso e c'è chi ingoia rospi e chi ingoia droga, chi scappa di casa e chi scrive libri... Ma c'è anche chi si strafà di poveri scandaletti per taroccare un festival che, comunque vada, sarà sempre molto peggio della cocaina. E ci sono le reazioni "politiche" a riprova che la cocaina di Morgan ha già avviato la convulsione collettiva di Sanremo, la cerimonia delle smanie. Contro e a favore degli eccessi, che Morgan ha prima esibito e poi nascosto come vergogne, ieri hanno condannato e stigmatizzato tutti quelli che sbuffano, gridano, sfottono e fanno a botte in televisione. La Mussolini chiede il test antidroga per tutti i cantanti. Gasparri e La Russa plaudono all'espulsione del drogato. Il leghista Castelli dice che "Morgan è complice della mafia perché tutti i drogati sono complici della mafia". I comunisti vogliono l'antidoping per tutti gli italiani. Claudia Mori e Nino D'Angelo lanciano un appello per salvare il loro fragile collega. Merlo del Pd vuole mandare Morgan in comunità... Come si vede, ognuno spaccia il suo antidoto, la sua dose personale di ipocrisia e di ideologia. Ma quanti spacciatori per un solo consumatore (consumato)! Di sicuro c'è un rapporto di grande solidarietà tra questa finta campagna antidroga dei dirigenti della Rai e il drogato confesso Morgan. E quello che si dice è peggio di quello che si inala. Va infatti ricordato che l'Italia è diventato il primo Paese d'Europa nel consumo di droga e che questi sciacalletti del marketing sanremese dovrebbero evitare di scherzare con la sofferenza dei ragazzi come Cucchi che fu ammazzato di botte, e dei giovani detenuti, non degli habitués della televisione ma degli esclusi, non di quelli che vanno a "Porta a Porta" ma di quelli che rimangono fuori dalla porta. Ma questo teatrino potrebbe avere un effetto antitossico. Se un vero maledetto, un giovane orlando furioso capisse quanto si somigliano Morgan e gli "specialisti antidroga" che stanno alla testa della Rai, forse scoprirebbe l'antidoto ai suoi eccessi. Potrebbe infatti togliersi la scimmia dalla spalla, smettere per non diventare come loro. |



