Contenuto Principale
Vestizione ministranti a Joppolo PDF Stampa E-mail
Comunità Ecclesiale - Anno Pastorale 2009-2010
Lunedì 22 Marzo 2010 00:08

 

Domenica 21 marzo 2010 alle ore 18:00 si è svolta la celebrazione eucaristica in Chiesa Madre. Durante la celebrazione 18 ragazzi e ragazze hanno ricevuto l'abito del Ministrante. La cerimenoia è stata presiedut adal Responsabile Diocesano dei Ministranti don Giuseppe CUMBO, viceRettore del Seminario.

 

Il Ministrante o chierichetto - diminutivo di «chierico» - deriva dal latino clerum, a sua volta ripreso dal greco kleros, con il significato di «parte scelta». Dopo la riforma liturgica, il termine «chierichetto» viene sostituito da «ministrante», che viene dal latino ministrans, «colui che serve». Il patrono dei ministranti è San Tarcisio, da cui deriva il nome «tarcisiana» (tunica indossata dal ministrante quando compie il servizio all'altare.

Si narra che San Tarcisio fosse un ragazzo al quale fu affidato un compito importantissimo: portare l'eucaristia ai cristiani chiusi nelle prigioni e condannati a morte. Tarcisio svolse il suo compito fino a donare la vita.

Ministrante è dunque colui che con il suo servizio accanto al presbitero fa sì che il «rito» nel suo svolgersi possa essere più solenne, più completo e più divino, perché chi lo presiede non sia distratto da tutti quei compiti che servono al rito stesso.


I ministranti indicano, nella loro leggera presenza attorno all'altare e al celebrante, «il luogo della Presenza, dove il Dio eterno viene a dimorare presso di noi e in noi». San Tarcisio e con lui ogni ministrante ha questo compito: aiutare il presbitero a portare il Cielo e l'Eternità a ogni uomo che chiede, che attende, che soffre, che si affaccia sulla porta del Regno di Dio. Un compito grande che può aiutare a diventare grandi a contatto con la grazia dei misteri. Un compito affidato ai piccoli delle nostre comunità, da non trasformare  superficialmente in un semplice gioco, ma in un vero gioco in cui si apprende il senso di essere a servizio di qualcosa di grande ... con cui non si gioca!